Mi chiamo Layla Yusuf. Sono arrivata in Italia 28 anni fa dalla Somalia dove insegnavo all’Università di Mogadiscio grazie a un visto umanitario.

Da allora non mi sono mai fermata, ho cresciuto mia figlia Muna mentre lavoravo e terminavo la laurea specialistica in chimica all’Università di Bologna.

Dopo una lunga carriera nel campo delle certificazioni per la sicurezza delle aziende a livello europeo (sono una delle poche donne ad avere la qualifica di Lead Auditor) da anni mi occupo di commercio e sviluppo internazionale tra Italia-Africa-Cina. Parlo correttamente italiano, inglese e arabo.

Creo opportunità di lavoro per le persone e collaborazione tra i paesi dell’Europa e del mondo. Ho sempre pensato che quando hai la pancia piena e un tetto sopra la testa ragioni sempre meglio. Io ho sofferto la fame e vissuto la guerra civile in Somalia, non voglio per nessuno la situazione che ho vissuto io. 

Sono da sempre attivista per i diritti delle donne, combatto perché nessuna donna subisca più violenze e per l’emancipazione economica e sociale. Sono presidente dell'Associazione Donne Migranti dell'Emilia Romagna, faccio parte del forum "Women of Mediterranean East and South European Network" della Regione Emilia Romagna, di EWMD “European Women's Management Development” e sono Vicepresidente dell’associazione Musulmani Laici.

Non cerco soldi o potere, mi sono candidata per rappresentarti al Parlamento Europeo perché devo molto all’Italia che mi ha accolto e perché sono stanca di questa politica piena di odio e slogan vuoti. Penso davvero che con un’Europa migliore e diversa possiamo stare meglio tutti.


Il programma

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+ LAVORO Lavoro

Vogliamo una Europa vicina alle persone a patire dal lavoro, che dia equità e sostegno. Costruzione di un vero mercato unico del lavoro europeo che permetta mobilità e formazione continua tra tutti i paesi membri. Introduzione del sussidio di disoccupazione europeo e equiparazione degli stipendi tra uomini e donne se fanno lo stesso lavoro.

+ ERASMUS Erasmus

Ogni anno più di 300 mila ragazze e ragazzi partono per imparare e scoprire di +. Gli studenti Erasmus trovano più facilmente lavoro e fanno carriera più in fretta dei loro coetanei. Non tutti hanno questa possibilità, a ogni studente daremo la possibilità di fare l’Erasmus.

+ SHARING Sharing

Maggiore diffusione di car sharing e bike sharing, eliminando i vincoli allo sviluppo di forme di share economy nella mobilità e portando avanti le politiche per l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati.

+ RINNOVABILE Rinnovabili

Meno carbone più energia pulita. Vogliamo un uso maggiore di energie rinnovabili e del gas naturale nella transizione, con rispetto dell’impegno assunto dall’Italia a uscire dal carbone entro il 2025 e a produrre entro il 2030 il 55% dell’elettricità da fonti rinnovabili.

+ PORTALE UNICO PER UNA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA EUROPEA Democrazia Europea

Per rinforzare lo spazio democratico europeo è utile partire dall’aggregazione e dal rilancio degli strumenti digitali di attivazione delle iniziative popolari europee attraverso la creazione di un unico portale europeo dove attivare e realizzare consultazioni, petizioni, iniziative dei cittadini europei, richieste di accesso agli atti e alle informazioni, dibattiti pubblici indirizzati a tutte le istituzioni europee o con oggetto relativo a tematiche di interesse sovranazionale.

+ L’AREA MEDITERRANEA DI LIBERO SCAMBIO Libero scambio

Un’area di libero scambio tra Europa e Africa che permetta all’Europa di affiancare e superare la Cina come partner economico privilegiato dell’Africa dell’Africa in un quadro di regole certe e condivise che prevengano la concorrenza sleale e anzi sostengano la crescita e lo sviluppo.

+ GESTIONE DELL’IMMIGRAZIONE Immigrazione

Un welfare e un mercato del lavoro realmente europeo deve farsi carico anche della ripartizione fra Paesi membri dei flussi migratori in arrivo. C’è bisogno di meno braccio di ferro tra gli Stati e di più Europa. L’Europa deve ripudiare la logica del “reato di soccorso” e riconoscere agli stranieri più deboli e ai perseguitati che le si rivolgono lo stesso statuto di diritti inviolabili che riconosce ai propri cittadini. L’Europa deve assumere le competenze per disciplinare e governare la presenza e l’integrazione, servono politiche adeguate di collocamento, integrazione, ingresso, circolazione, ricongiungimento, asilo ed espulsione, eguali e integrate in tutti i Paesi membri.

+ STATI UNITI D'EUROPA EUROPA

L’Europa che vogliamo è un’Europa unita, federale e democratica. E uniti, come non lo siamo mai stati. Il completamento dell’integrazione politica e della democratizzazione dell’Europa in un assetto federale è il percorso per assicurare più libertà, più diritti, più sicurezza e benessere ai cittadini europei, nonché un mezzo indispensabile per governare i grandi fenomeni del nostro tempo (e resistere alle pressioni delle altre potenze mondiali).


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